Entrando nel sito Internet di Beppe Grillo, mi è capitato sotto gli occhi un comunicato che lascia a dir poco esterrefatti:
“Domani la celebrazione dell’ottava giornata dell’orgoglio pedofilo Marziale: “Sbagliato sottovalutare la vergognosa sfida, l’ONU intervenga”. 23 giugno 2006 - “Domani, per l’ottavo anno consecutivo dal 1998, la potente lobby internazionale della pedofilia celebra impunemente la propria giornata dell’orgoglio, denominata 'boyloveday international', concentrando sul web una summa di spazi tendenti a legittimare sotto molteplici pseudo giustificazioni, che vanno dalla psicologia alla sociologia alla religione, quello che in realtà è il più infame e spregevole crimine contro l’umanità debole e indifesa”. A denunciare è Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, secondo il quale: “La sottovalutazione supina ed impotente di cotanta apologia, da parte delle istituzioni internazionali, ha contribuito all’annunciata formazione del primo partito pedofilo in Olanda”. Per Marziale: “E’ necessario fermare i fautori di una festa celebrata sulle ferite di un numero inquantificabile di piccole creature inermi ed in tenerissima età, che con la produzione di video e foto a contenuto pedopornografico, a cui quest’anno si affianca anche la vendita di gadget celebrativi del boyloveday attraverso un negozio virtuale, hanno tirato su un mercato milionario che costituisce uno degli assi portanti della moderna new economy criminale”. Il presidente dell’Osservatorio conclude: “Se l’ONU non intende intervenire, deliberando che l’abuso sui minori è un crimine contro l’umanità, con le ricadute penali che esso comporta, chiederemo all’UNICEF di interrompere la celebrazione annua della giornata mondiale dell’infanzia. Se non altro si evitino le ipocrisie”.
Io che, con il mio non contorto cervello di comune mortale, la pedofilia continuo a considerarla – al contrario di coloro che pretendono sempre di affibbiare a fattori esterni la responsabilità delle più ignobili porcherie – non una malattia, bensì una volontaria e infame perversione, non sono uso a navigare in Internet alla ricerca di siti di tale scelleratezza. E perciò, l’esistenza dal 1998 di una lobby internazionale della pedofilia non era a mia conoscenza. Né tantomeno sapevo che tale masnada di sciagurati celebrasse ogni anno impunemente la propria “giornata dell’orgoglio”. Ho perciò fatto un giro in rete – con il rischio di capitare su qualche sito tabù e finire nel mirino delle istituzioni che combattono la pedo-pornografia – cercando di saperne un po’ di più. Anche perché la cosa mi sembrava talmente incredibile che mi era sorto il dubbio potesse trattarsi di qualche scherzo o di qualche leggenda metropolitana. E invece no. Il sito www.ibld.net (International boy love day) esiste veramente, e vi accoglie con una frase tendente a farvi credere che i veri pedofili sono puri e santi: “While, sadly, there are those older males who use and abuse boys for their own selfish purposes, responsible boylove is about caring, mentoring and real love. Society, and especially the media, often fail to distinguish between these two opposites. We trust that you, and the other 192,616 people who have read here since July 1, 1998, came with a desire to recognize and understand the truth”, il che, tradotto in italiano significa più o meno: “Mentre purtroppo ci sono degli adulti maschi che usano ed abusano di giovani per i loro propri egoistici scopi, il “boylove” è cura, interessamento e vero amore. La società, e in particolare i media, spesso non fanno distinzione fra questi due concetti contrapposti. Noi confidiamo che lei e gli altri 192'616 che ci hanno letti dal 1° luglio 1988, siate entrati nel sito con il desiderio di riconoscere e capire la verità” .
La verità – la loro – è naturalmente che la storia è piena di amori pedofili, che questi ultimi non necessariamente comportano rapporti sessuali, e che comunque bisognerebbe liberalizzare quest’ultimi quando il ragazzino o la ragazzina siano consenzienti. Una vera e propria apologia di reato, di uno dei reati più abietti che la nostra società conosca. Chissà perché poi le nostre leggi, che proibiscono al ragazzino di bere alcoolici o di fumare o di drogarsi, dovrebbero permettergli di essere consenziente, ammesso che capisca a cosa va incontro. Ma andiamo avanti, liberalizziamo, liberalizziamo e ancora liberalizziamo! Perché allora non liberalizzare anche la rapina, il furto, l’abigeato, l’omicidio, il genocidio e gli altri reati che occupano in questo momento i giudici di Saddam Hussein ? Oltre a renderci tutti gentiluomini, potremmo lasciare a casa i vari Roschacher o le Del Ponte, evitando così le diatribe con il Dipartimento di Giustizia e polizia e, soprattutto, risparmiando una barca di soldi. Intanto, si potrebbe contestare il fatto che se importiamo dalla storia l’amore efebico in uso nell’antica Grecia o nell’antica Roma, dovremmo fare altrettanto con tutti gli usi e costumi di quell’epoca. Schiavismo, crocifissioni, lapidazioni, ammazzamenti fra gladiatori, e altre amenità del genere che al momento mi sfuggono di mente. Da bambino, ricordo che mia madre aveva proibito ad un nostro zio omosessuale di frequentare la famiglia, e quando in strada c’era qualche vero o presunto pederasta che ci veniva incontro si cambiava in fretta il marciapiede. Adesso si festeggia l’orgoglio gay, e alcuni anni fa a Berlino, nel tentativo di andare a visitare il Bundestag mi sono ritrovato a risalire controcorrente una fiumana di 250 o 300'000 omosessuali in corteo per il loro “gay pride” con l’ostentazione provocatoria di quelle deviazioni sessuali che oggi si insiste a far passare per normali. Francamente, non so come l’avrebbe presa quella santa donna di mia madre, vedendo due baciarsi libidinosamente per poi girarsi mettendo in mostra ambedue una barba di parecchi centimetri. Al confronto mio zio le sarebbe sembrato solo afflitto da una leggerissima, quasi impercettibile ambiguità. O tempora, o mores! È poi incredibile quanti siti a sfondo pseudo-culturale, di natura filosofica, giurisprudenziale, psicologica, sociologica e addirittura etico-religiosa siano presenti in rete, nei quali i pedofili organizzati, facendosi interpreti arbitrari e pervertiti di legislazioni internazionali sui diritti fondamentali dell'Uomo, tentano di legittimare la pedofilia quale diritto bilaterale, dei pederasti e dei bambini, alla libera espressione della sessualità. Un'apologia impunemente veicolata da molti anni a questa parte, tra silenzi e indifferenze che giovano ad un processo di assuefazione sociale complice, sia pur involontariamente, di una lenta ma progressiva normalizzazione della pedofilia. Come è possibile tutto ciò ? Come mai questa evidente apologia di reato viene tollerata ? Cosa si può fare per porvi fine ma, soprattutto, c’è poi la volontà di porvi fine ? Perché è difficile credere che, se questa volontà c’è, non si possa agire a livello internazionale oscurando i siti ma anche perseguendo penalmente chi li gestisce. O è anche questa un’ennesima riprova dell’inutilità di un organismo come l’ONU ?
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