Edizione del: 05/03/2010
 
Pagina principale
Impressum
Contatto
Archivio
Amministra Museo degli orrori
Prima Pagina
>Disonestà socialista
>Isole di Brissago - Perle del Lago Maggiore
In Terza
>Cosa potremmo imparare dalle Filippine
>Persecuzione dei Cristiani in nome di Allah
Da Berna
>No ad ulteriori saccheggi del secondo pilastro
Dal Cantone
>Un Malcantone più attrattivo e dinamico
Dai Comuni
>Adesione alla prima fase dello studio "Sicurezza tragitto casa-scuola"
>Il Municipio di Bellinzona allo sbando
>Il Rivellino un mucchio di sassi?
>Lugano esce dall’Acuti
>Lugano: collaborazione fra Caffè Commercianti e SPALD
>Peter Walder Presidente
Dal Mondo
Museo degli orrori
05/05/2006 - Impossibile senza la connivenza (o complicità) di qualcuno
19/05/2006 - Ma l’UN1A, da che parte sta ?
30/06/2006 - Fermiamoli!
30/06/2006 - Un paio d’esempi
14/07/2006 - Segreto bancario: salviamo il salvabile!
18/08/2006 - ... proprio una brava persona ...
18/08/2006 - Una brava persona ...
18/08/2006 - Le deviazioni politiche della scuola: ci si mettono anche i grandi magazzini
08/01/2010 - Pillole di saggezza
 

Editoriale

Uno smash al buio

 
È strano come i nostri governanti strombazzino ai quattro venti – a volte ancor prima di farle – le loro più orride cazzate (scusate il termine, ma in certi casi nulla quanto un pizzico di volgarità serve a definire esattamente la gravità di certi atteggiamenti), quella rara volta che fanno qualcosa di buono lo facciano in silenzio, quatti quatti, “purché non si sappia in giro...”.
Mi riferisco ovviamente alla lista nera di 188 autorità libiche alle quali la Svizzera ha deciso di rifiutare il visto d’entrata. L’unico bel colpo da parte elvetica nella partita a tennis fra pallettari, che si sta svolgendo politicamente fra la Svizzera e la Libia, nessuno l’ha visto in diretta, è stato uno smash al buio. Sì, perché affinché questa decisione fosse conosciuta in Svizzera, c’è voluta la reazione libica che ha tirato in ballo Schengen e, di conseguenza, l’UE.
Si direbbe che la Berna federale, ritrovati per caso gli attributi “masculini” perduti da tempo, abbia avuto vergogna di farli vedere. Una specie di ipocrita senso del pudore di epoca vittoriana, quando si facevano tutte le porcherie che la mente umana riusciva ad immaginare al di fuori della famiglia, mentre gli amplessi fra marito e moglie erano ammessi solo al fine di procreare, al riparo (ufficialmente) dalla benché minima libidine e all’insegna del massimo riserbo, per non dire tabù.
Ebbene, questo è un ulteriore segnale dello scollamento fra la classe politica sempre più supina, pronta alla resa e un cui rigurgito d’orgoglio nazionale è sporadico al punto di destare meraviglia, e  la popolazione che invece gli attributi ricorda ancora esattamente dove sono collocati e li vorrebbe utilizzati con più frequenza e meno esitazioni. Una popolazione, per intenderci, che avrebbe applaudito e sostenuto a spada tratta la decisione in questione, se solo l’avesse saputo. Ma, giustamente, c’è voluta la reazione del mentecatto di Tripoli perché il popolo svizzero venisse a conoscenza che, per una volta, il suo governo aveva agito da “Svizzero”, e il momento magico per l’applauso era ormai passato.
Adesso – e non c’è più niente da applaudire – emergono di nuovo le paure per le conseguenze di un atto di coraggio che si teme avventato da una parte e, dall’altra, c’è chi sfrutta l’occasione per tentare di dimostrare che l’UE è con noi, e che dovremmo aderirvi per ottenere il massimo dell’aiuto in caso di crisi come queste o, addirittura, per far sì che di queste situazioni non ne insorgano più.
Ma guardiamo un attimo più da vicino cosa è successo. Intanto, premettiamo che senza la smania di presenzialismo mediatico di chi a Ginevra arrestò Gheddafi Junior, non saremmo arrivati a questo punto. Un fermo effettuato con tutta la discrezione dovuta, oltre che opportuna, senza strombazzamento con tanto di foto nei media, sarebbe verosimilmente stato digeribile perfino per il “colonnello” delle truppe cammellate libiche. Ma, purtroppo, è più probabile che lo strombazzamento mediatico fosse proprio lo scopo primario dell’arresto. Che gusto c’è ad arrestare un personaggio pubblico senza dirlo a nessuno?
Risultato: presa in ostaggio di due Svizzeri (uno dei quali ha probabilmente avuto il tempo di riflettere sui non sempre soli vantaggi offerti dall’opportunistica scelta della doppia nazionalità), batti e ribatti tennistico Tripoli-Berna, discesa a rete di Hans-Rudolf Merz (viaggio a Tripoli a scusarsi e bere un thé con il colonnello) e pallonetto di Gheddafi (promesse di rilascio a breve degli ostaggi). Vana corsa all’indietro di Merz che non riesce più a ribattere la palla, ma inciampa e ci rimette le gengive sulla rete di fondo campo (le promesse di Tripoli non sono mantenute). Nel corso della metaforica partita a tennis, la Svizzera ha ora effettuato una schiacciata vincente, ma devono aver spento le luci, perché non se n’è accorto nessuno, salvo Gheddafi che ha beccato la pallina sugli incisivi e non ha apprezzato il bel colpo degli avversari (questi colonnelli cammellieri non sanno nemmeno cosa sia il fairplay). E a dargli man forte sul campo ha chiamato l’arbitro, i giudici di linea, i raccattapalle e anche una buona parte del pubblico.
Ma torniamo alla realtà. Perché la facenda ha lasciato il suo carattere di “reality show” - con per protagonisti alcuni elementi della famiglia Gheddafi, Hans-Rudolf Merz e le due vallette Calmy-Rey e Widmer-Schlumpf, e un paio d’ostaggi - cui gli altri paesi assistevano quasi divertiti? Semplicemente perché sull’Isola dei famosi, Gheddafi ha trascinato anche tutti gli Stati di Schengen. E se qualcuno, saggiamente, ha declinato l’invito, qualche altro – tipo l’Italia con Franco Frattini – non s’è tirato indietro, dimenticando che la Svizzera fa parte dello spazio di Schengen (purtroppo), la Libia no.
La Svizzera non può prendersi in ostaggio 25 Stati dell’UE! – ha detto Frattini. Certo, invece che a prendersi in ostaggio i 25 Stati UE sia Gheddafi, questo è del tutto accettabile!
Che la Svizzera (e altri paesi) sia presa in ostaggio sotto forma di variopinte liste dell’OSCE al fine di farle mollare il segreto bancario, questo è addirittura encomiabile. Che degli Stati UE facciano uso della ricettazione per ottenere illegalmente dei dati personali rubati alle nostre banche è cosa buona e giusta! Insomma, non è giusto ciò che è giusto, ma è giusto tutto ciò che può danneggiare la Svizzera!
E non mi si venga a dire che l’adesione all’UE ci darebbe quella forza che ci manca per affrontare da soli le crisi. L’UE interviene oggi – almeno di facciata, perché in realtà si parla già di concessione del visto per lo spazio di Schengen esclusa la Svizzera – semplicemente perché tirata per i capelli e, soprattutto, per risolvere il problema nel suo esclusivo interesse: ossia salvare i ghiotti affari con la Libia (in particolare dell’Italia), aggirando le clausole di un accordo di cui alcune conseguenze le erano sfuggite al momento della firma. Esattamente come cercherebbe di aggirare le clausole dell’accordo se a litigare con la Libia fossero il Lussemburgo, il Belgio o l’Austria.
Semmai, quanto sta accadendo dovrebbe farci aprire gli occhi sul tipo di solidarietà che potremmo attenderci dall’UE quando ad essere toccati fossero solo i nostri interessi!
Aiutati che il ciel t’aiuta! – recita un vecchio adagio. E su questo dovremmo orientarci, come sempre fecero nella storia i nostri antenati che, evidentemente, di orgoglio nazionale ne avevano un po’ di più della nostra attuale classe politica.
Perciò, a quando il congelamento di tutti i fondi d’origine libica depositati nelle nostre banche?

versione stampabile

Eros N. Mellini
edizione del 05/03/2010
Deutsche Seite
>Ein Smash-Ball im Dunkeln
>Unredliche SP
>Was wir von den Philippinen lernen können
L'opinione
>La risatina´
>Ma a chi dobbiamo questo monumento alla stupidità?
>Pillole di saggezza
>ScandalizzarRSI
>Votare: un dovere, oltre che un diritto!
Sport e Cultura
>“Don Chisciotte” con Natalia Osipova alla Scala
Lettori
>Naturalizzazioni e doppia nazionalità
>Un grazie ai 42 granconsiglieri che han detto no alle elezioni per corrispondenza
Varie

1977776 visite
 
l Pagina principale l Impressum l Contatto l Archivio l Amministra l