Edizione del: 06/08/2010
 
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Sport e Cultura

Spazio musicale

Ammirevole vitalità delle Settimane musicali di Ascona

 
L’anno scorso le Settimane musicali di Ascona, non potendo disporre della Chiesa di San Francesco a Locarno, chiusa per restauri, tennero tutti i concerti nella Chiesa del Collegio Papio. Nonostante la dimensione relativamente piccola di questa si riuscì a ospitare complessi fino a una quarantina di strumentisti e ad offrire al pubblico una messe abbondante di musica sinfonica, sia pure escludendo le composizioni che esigono organici di grande dimensione. Inoltre la qualità di direttori, solisti e orchestre non fu inferiore ai livelli ai quali la manifestazione asconese ci ha abituati. Non fu dunque, quella adottata, una malinconica soluzione di ripiego, avente il solo scopo di assicurare in qualche modo la continuità delle Settimane musicali in attesa di tempi migliori, ma una stagione degna di figurare accanto alle precedenti e che il pubblico, accorrendo in gran numero, ha mostrato di apprezzare.

Quest’anno, perdurando l’indisponibilità della Chiesa di San Francesco, si ripeterà l’esperimento del 2009. Infatti la struttura del programma ne ricalca opportunamente le grandi linee. E tuttavia c’è una novità considerevole. Si direbbe che gli organizzatori non abbiano voluto darsi per vinti di fronte ai problemi logistici e quindi non abbiano voluto rinunciare completamente ai grandi complessi. Così, per la serata inaugurale del 26 agosto, ci sarà un concerto di una formazione inglese di grande prestigio, la Royal Philharmonic Orchestra London, diretta da un musicista pure di grande prestigio, Charles Dutoit, e con la partecipazione di una pianista, Yuja Wang, che nonostante la giovane età si è già conquistato un posto rilevante nel concertismo internazionale (certamente vi ha contribuito l’appoggio di Claudio Abbado, che l’ha diretta nell’edizione 2009 del Lucerne Festival). Verranno eseguiti l’ouverture da “Ruslan e Ludmilla” di Glinka, il secondo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov e la quinta sinfonia di Sostakovic. Come sede della manifestazione si metterà alla prova il Palazzetto FEVI, dove la ditta Suonovivo ha predisposto accorgimenti acustici che dovrebbero assicurare un buon ascolto.

Uno sguardo al resto del programma stimola immediatamente l’interesse di chi ama la musica sinfonica e da camera. Basti citare i violinisti Midori, Leonidas Kavakos, Pinchas Zukerman e Julia Fischer nonché i pianisti Piotr Anderszewski, Olli Mustonen, Katia Labèque e Marielle Labèque, oltre alla già citata Yuja Wang. Sempre gradita sarà la presenza dell’Orchestra della Svizzera italiana, quest’anno diretta da Leonidas Kavakos (che svolgerà dunque la doppia funzione di direttore e solista) la prima volta e da Alain Lombard la seconda volta. Non meno interessante sarà il consueto concerto dei Barocchisti, dei solisti e del Coro della Radiotelevisione svizzera, diretti da Diego Fasolis, i quali saranno impegnati nella “Missa Romana” di Pergolesi e in una cantata di Scarlatti. Non mancheranno neppure alcune curiosità, come il programma delle sorelle Labèque che, assieme a tre percussionisti baschi, offriranno una serata dedicata alla Spagna (verrà eseguito tra l’altro il Bolero di Ravel trascritto per due pianoforti e percussione). Un evento singolare sarà anche quello del 5 ottobre: tre clarinettisti, tra i quali Sabine Meyer, e un pianista si esibiranno in opere di Mendelssohn e Schumann.

Le prenotazioni sono già possibili per telefono, posta elettronica o lettera. L’indirizzo internet è www.settimane-musicali.ch e l’indirizzo e-mail booking@settimane-musicali.ch.

La stagione lirica di Como

Penso che un teatro d’opera italiano abbia innanzitutto il compito di mantener viva la tradizione nazionale. Naturalmente l’affermazione di una identità di questo tipo non deve precludere una certa attenzione a quanto venne prodotto in altri paesi: ci furono fioriture operistiche di grande rilievo in Germania, Francia e Russia, per citarne alcune. Ma mi fanno un tantino pena quei cartelloni di teatri della Penisola che insistono, ad esempio, su Mozart, Janacek o Richard Strass, quasi dimenticando Rossini, Bellini o Verdi.

Nel profilo di questa considerazione la stagione 2010/2011 del Teatro Sociale di Como offre una serie di spettacoli sapientemente equilibrata. Alla produzione italiana sono dedicate tre delle cinque opere in cartellone: due lavori di grande richiamo (“La Sonnambula” di Bellini e “La Traviata” di Verdi) e uno – per così dire – a metà strada tra il grande repertorio e la rarità (“La Cenerentola” di Rossini). Non manca un opportuno sguardo oltre i confini nazionali con “Il flauto magico”, che verrà cantato nella lingua originale, ossia in tedesco, con sovratitoli in italiano. Un posto speciale occupa poi “Medea” di Cherubini, un musicista italiano che soggiornò a lungo all’estero, particolarmente a Parigi (dove appunto “Medea” ebbe la prima assoluta, in francese), partecipando intensamente alle nuove tendenze europee in campo operistico.

Gli interpreti saranno in buona parte giovani, nomi oscuri oggi ma alcuni probabilmente celebri domani. Pochi sapevano chi fossero Luciana Serra, Salvatore Licita o Fabio Armiliato quando si presentarono a Como in “Traviata”, “Madama Butterfly” rispettivamente “Carmen”; ma in seguito questi cantanti fecero o stanno facendo una grande carriera e diventarono noti in tutto il mondo. Accanto alle nuove leve vanno segnalati alcuni ritorni interessanti. In “Medea” sentiremo di nuovo Maria Billeri, che l’anno scorso fu “Norma”: una soprano dai mezzi robusti e dal temperamento deciso, che dovrebbe essere in grado di dar vita intensa alla protagonista. Gradita sarà anche la riapparizione di Iolanda Auyaunet, che si fece conoscere nella splendida “Figlia del reggimento” del 2009; ora compie un passo in avanti cimentandosi con “La Traviata”. Chi ha seguito le stagioni passate del “Sociale” sarà lieto di riavere sul podio, sempre per “La Traviata”, Pietro Mianiti, un direttore capace di accoppiare una puntigliosa precisione a una rara intelligenza interpretativa.

Un particolare degno di rilievo risiede in una collaborazione con il Teatro di Chiasso nel senso che, mentre a Como si rappresenterà l’opera “Medea” di Cherubini, a Chiasso andrà in scena, il 10 marzo, l’omonima tragedia di Euripide: si potrà così fare un confronto di grande interesse tra le due versioni del personaggio e delle sue vicende.

Ecco le date: “La Sonnambula” 14 e 16 ottobre, “Medea” 21 e 23 ottobre, “La Cenerentola” 2 e 4 dicembre, “La Traviata” 15 e 17 dicembre e “Il flauto magico” 7 e 9 gennaio. A partire dal 18 settembre sarà possibile acquistare i singoli biglietti. Gli indirizzi elettronici sono info@teatrosocialecomo.it e www.teatrosocialecomo.it .

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Carlo Rezzonico
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