I Bellinzonesi stanno vivendo, ahinoi, una forma perniciosa e ricorrente di incubo legato ai posteggi. Una trappola iniqua e vessatoria che sistematicamente alimenta la copiosa “mungitura” degli automobilisti intrappolati dalla mancanza di posteggi e che si vedono recapitare multe a raffica per ogni piccolissima sbavatura nei confronti dei limiti ossessivamente restrittivi legati a questo annoso problema. Questo avviene non per diletto di automobilisti irresponsabili, ma a scapito di cittadini impegnati nel loro quotidiano lavoro e che devono, loro malgrado, far ricorso a quei pochi spazi a tal fine ancora rimasti liberi. Purtroppo l’intransigenza e la mancanza di buon senso da parte delle autorità comunali ha portato a questa forma di persecuzione assurda del cittadino. È mai possibile che il buon senso non riesca ancora ad attecchire nell’amministrazione comunale? Vogliamo cioè una città senza vetture e senza parcheggi (questo, peraltro, è già una realtà) ma, soprattutto, senza più i vitali scambi professionali, commerciali, turistici e sociali di ogni città che ambisca a diventare tale? Si potrebbe pretendere, per una volta almeno, che i nostri rappresentanti vadano oltre una visione pesantemente statica e asfittica riguardo la nostra comunità e, magari, ripensare anche la pianificazione degli spazi vitali e necessari ad una operosa vita comunitaria quotidiana e non solo puntare a quello che pomposamente viene rubricato come arredo urbano? Ripensando alle vere questioni di sicurezza stradale e di ordine sociale che il nostro paese sta drammaticamente vivendo, ebbene, non è certo di questa temperie sociale vagamente orwelliana quello di cui abbiamo bisogno. Dove pensa infatti di andare la città, in futuro, con questo fardello di pregiudizi, paraocchi, balzelli e rigidità mentali sulle spalle? |