In occasione della riunione del Comitato centrale del 22 gennaio 2010 tenutasi a Stans-Oberdorf (NW), oltre ad alcuni punti meramente formali, sono stati affrontati e discussi i seguenti temi posti all’ordine del giorno.
1. Votazioni federali del 7 marzo 2010
Dopo ampia discussione, le raccomandazioni di voto per le prossime votazioni federali sono state le seguenti.
- Previdenza professionale: SÌ all’adeguamento dell’aliquota minima di conversione Il progetto prevede di adeguare l’aliquota minima di conversione alle nuove rendite fino a raggiungere il 6,4 nel 2016. Dopo un’intensa e ampia discussione, il Comitato centrale ha deciso di raccomandare l’accoglimento dell’adeguamento del tasso di conversione nella previdenza professionale. È stato, infatti, ritenuto che questa misura sia indispensabile, a lungo termine, per garantire il pagamento delle rendite, poiché la speranza di vita della popolazione è aumentata sempre più nel corso degli anni. Il tema è molto complesso e la decisione di sostenerlo è stata presa anche in considerazione degli interessi delle future generazioni. Per la cronaca, il Comitato cantonale dell’UDC Ticino ha deciso di non dare raccomandazioni (libertà di voto) su questo oggetto (NdR).
- NO all’articolo costituzionale concernente la ricerca sull’essere umano Quasi all’unanimità, il Comitato centrale dell’UDC ha deciso di raccomandare al popolo di votare NO, all’introduzione del nuovo articolo costituzionale concernente la ricerca sull’essere umano. Il contenuto di quest’articolo è troppo restrittivo e limita eccessivamente la ricerca scientifica. I diritti fondamentali dell’essere umano, compreso il diritto alla dignità, sono già elencati nella nostra Costituzione Federale. Di conseguenza, dal profilo politico e giuridico, le disposizioni sulla ricerca sull’essere umano devono essere disciplinate da una legge, senza essere ancorate nella Costituzione federale. L’UDC Ticino non si è ancora espressa su questo tema, che verrà discusso in occasione della prossima riunione del Comitato cantonale (NdR).
- NO all’iniziativa popolare sull’avvocato per gli animali Quest’iniziativa ha quale scopo quello di obbligare i Cantoni ad istituire, come vige già a Zurigo, un avvocato incaricato di difendere gli interessi degli animali maltrattati nei procedimenti penali. È pacifico che tutti gli animali debbano essere rispettati e che ogni atto di maltrattamento contro gli stessi debba essere rigorosamente punito. Il Comitato centrale dell’UDC ha sottolineato che le disposizioni in vigore in Svizzera contro gli abusi sugli animali sono le più severe al mondo. Obbligare i Cantoni a nominare un avvocato per gli animali significherebbe aggravare, in un periodo di crisi economica, ulteriormente i loro costi e renderebbe l’apparato amministrativo ancora più pesante. Dal profilo politico quest’iniziativa è inammissibile poiché non è compito della Confederazione dire ai Cantoni come organizzarsi. Inoltre la nuova legge non prescrive delle norme su una maggiore repressione . La miglior tutela degli animali può e deve essere migliorata mediante l’inasprimento dell’applicazione delle pene già previste. Alla luce di queste considerazioni il Comitato centrale dell’UDC ha raccomandato di respingere l’iniziativa. Al contrario dell’UDC nazionale, il Comitato cantonale dell’UDC Ticino ha deciso a netta maggioranza il sostegno a questa iniziativa e raccomanda quindi di votare SÌ (NdR).
Dopo le raccomandazioni di voto, il Comitato centrale dell’UDC ha discusso e adottato una risoluzione sul futuro energetico in Svizzera. Questo documento dal titolo “Per un’elettricità sufficiente e ad un prezzo vantaggioso per tutti” è stato sottoposto il giorno seguente all’assemblea dei delegati svizzeri, riunitasi a Stans e da questa approvato. Nella risoluzione è stato posto l’accento sulla necessità di costruire delle nuove centrali nucleari in sostituzione di quelle attuali, poiché fra pochi anni queste istallazioni avranno terminato il loro corso di vita. Ad oggi l’approvvigionamento elettrico in Svizzera è garantito nella misura del 40% dal nucleare, altre fonti elettriche alternative non permettono di garantire un approvvigionamento così importante. Altro punto importante oggetto della risoluzione, è stato quello di mettere l’accento sulla necessità di garantire l’accesso all’elettricità ad un prezzo moderato per tutti. Solo così si potrà assicurare la crescita economica del paese. Inoltre, in futuro bisognerà potenziare la produzione elettrica indigena, per tentare di ridurre la dipendenza dai paesi esteri. Infine, l’ultimo punto della risoluzione, ma non in ordine di importanza, è a favore dello sviluppo anche delle fonti energetiche rinnovabili (eolica, geotermica e biomassa), secondo i principi dell’economia, dell’indipendenza e della protezione dell’ambiente.
Gli oggetti della risoluzione sono stati trattati da numerosi professionisti intervenuti in sala, i quali hanno esposto ai delegati in modo preciso e dettagliato il tema dell’approvvigionamento elettrico in Svizzera. A breve la Svizzera dovrà chinarsi seriamente su questo tema, che oggi è affrontato dall’UDC con posizioni chiare e proposte concrete.
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