Edizione del: 06/08/2010
 
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Opinione

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Gratta e Vinci e dipendenza dal gioco, quale controllo?

 
La recente sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF) che ha dato ragione alla Loterie Romande nella vertenza sui giochi Tactilo (video lottery) che rivedremo presto in chioschi e bar sul territorio svizzero pone un serio quesito rispetto al controllo della dipendenza dal gioco.
A fine 2006, la Commissione Federale delle Case da Gioco (CFCG) aveva stabilito che i Tactilo, introdotti dalla lotterie Romande nel 1999, potevano trovare posto soltanto nei casinò. Il gioco consiste nello scoprire delle caselle toccando lo schermo di un apposito apparecchio. Il sistema determina subito se si sono scelti i numeri giusti, e quindi se la persona ha vinto – fino a 10'000 franchi per giocata – oppure perso. Secondo i promotori, l'apparecchio costituisce semplicemente una versione moderna del classico "Gratta e vinci". Si tratterebbe quindi di una normale lotteria su nuovo supporto.
Questa decisione, oltre a preoccupare per ragioni di concorrenza le case da gioco, pone un problema molto più importante rispetto al monitoraggio della dipendenza dal gioco. Il proliferare delle lotterie “Gratta e vinci” nelle sue varie forme ha innescato in una parte della popolazione uno stimolo al gioco che fa partecipare in prima persona, stuzzicando di più i desideri dei giocatori. Quello che già oggi rende il gioco più appetibile è la facilità d'accesso e la possibilità quotidiana della vittoria. Siamo continuamente sollecitati. Mentre prima bisognava aspettare settimane per sperare di vincere somme da capogiro al lotto, ora si può vincere ogni giorno e in ogni momento.
La crisi economica, paradossalmente, non ferma la febbre del gioco. Sembra, al contrario, che chi stenta ad arrivare alla fine del mese, investa di più nei “Gratta e vinci”, nei concorsi vari e nel gioco d’azzardo. C’è però il rovescio della medaglia. I casinò, oltre a non essere accessibili ai minorenni, sono tenuti dalla legge federale ad investire e disporre di una concezione sociale che prevede misure volte a prevenire o contenere le conseguenze socialmente nocive del gioco, mentre per queste lotterie non esiste alcun controllo. In un recente studio pubblicato si evince che, nel raffronto tra i costi dei giochi d’azzardo nei casinò e quelli di altre problematiche (tabacco e alcool), la dipendenza generata dai giochi d’azzardo nei casinò costituisce un costo per ciascun caso che è simile a quello del tabacco e ampiamente e in modo chiaro al di sotto di quello dell’alcool. Sul piano della società, i costi sociali del gioco d’azzardo sono relativamente piccoli. Non sappiamo invece quale sia l’impatto del proliferare delle lotterie.

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Paolo Sanvido, Lega dei Ticinesi
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