Edizione del: 06/08/2010
 
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Dalla Confederazione

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Iniziativa espulsioni: accuse di razzismo e allarmismo UE

 
L’iniziativa espulsioni sarà messa in votazione solo il 28 novembre 2010. Ma i più strenui avversari dell’iniziativa hanno già lanciato a tutto gas la campagna di voto. Così, nella “NZZ am Sonntag”, il socialista Oswald Sigg ha tacciato di “razzismo” l’espulsione di criminali; l’espulsione dei beneficiari abusivi di rendite dell’aiuto sociale sarebbe addirittura “puro razzismo”. Questa è un’accusa non da poco, provenendo non da uno qualunque, bensì da Oswald Sigg, politologo e giornalista che, fino alla fine del 2009, era vicecancelliere della Confederazione e portavoce del Consiglio federale.

Se l’iniziativa espulsioni è “razzismo“ o addirittura „puro razzismo“, di conseguenza sono allora razzisti tutti coloro che il 28 novembre la voteranno. E poiché il razzismo è un reato secondo l’articolo 261bis del Codice penale, tutti loro dovrebbero essere conseguentemente condannati. Peccato soltanto per Sigg e compagni, che l’iniziativa arriva in modo del tutto legale in votazione, perché non viola il diritto internazionale cogente. A stretto senso, sarebbero i cittadini a dover querelare il buon Sigg per le sue accuse di razzismo: per calunnia, false accuse, eccetera.

Come detto, l’iniziativa espulsioni non viola il diritto internazionale, in ogni caso non quello „cogente“. Per questo, gli oppositori dotati di un po’ più sottigliezza intellettuale di Sigg, affermano che lederebbe il diritto internazionale “ordinario”, in particolare violerebbe gli accordi di libera circolazione delle persone con l’UE. Peccato di nuovo, per questo tipo di oppositori dell’iniziativa espulsioni che, secondo il Consiglio federale e parte degli esperti autori del nuovo diritto costituzionale, essa prevale sulle convenzioni internazionali. E così paventano e avvertono che, in caso d’accettazione dell’iniziativa, l’accordo con l’UE sarà disdetto. Il panico dei sostenitori dell’UE fra gli oppositori all’iniziativa è totale, per cui ecco spiegato il precoce allarmismo.

SE con il mio SÌ all’iniziativa espulsioni venissi considerato „razzista“ (con la prassi attualmente in uso presso il Tribunale federale non lo escludo a priori), allora sono contento di essere un „razzista“, e con me la maggioranza dei cittadini elettori. E se il mio SÌ all’iniziativa espulsioni portasse poi a riconsiderare l’adeguatezza dell’accordo di libera circolazione delle persone con l’UE, e rinegoziarlo un po’ più a nostro favore, tanto di guadagnato.

Le accuse di razzismo e i chiari pseudo-argomenti degli oppositori all’iniziativa espulsioni sono patetici. Gli oppositori tentano convulsamente di trasmettere alla popolazione il loro – ben fondato – panico di fronte a un SÌ tramite il randello dell’antirazzismo e l’allarmismo. Per loro ogni argomento è buono per affossare l’iniziativa e far passare un controprogetto privo di mordente e che non porta quasi alcun miglioramento della situazione attuale.
 

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