Su come si debba intendere la politica, la quantità di opinioni è superiore a quella delle persone che si sono soffermate a rifletterci. Sul termine “populismo” – che si rimprovera costantemente all’UDC – si è invece unanimi: è una politica con la quale, per essere vicini al popolo, si strumentalizzano per i propri fini l’insoddisfazione, le paure e gli attuali conflitti, agendo sui sentimenti e – senza alcun senso di responsabilità e prescindendo dalla loro realizzabilità - si prospettano soluzioni semplici. L’UDC fa una politica populista? L’iniziativa anti-minareti era populista? Lo sono le iniziative a favore delle famiglie o per l’espulsione dei criminali stranieri o per l’elezione popolare del Consiglio federale? Assolutamente NO!
Politica
Cosa sia la politica non è chiaro. In un significato minimalista, la politica è qualcosa che concerne la „polis“ (detto modernamente: lo Stato, la comunità); si tratta dell’arte di influire sulla comunità politica e sulla sua organizzazione al fine di metterne in atto le relative richieste ed obiettivi. Quale semplice cittadino, rispettivamente quale uomo qualunque (la consigliera federale Leuthard ha definito irrispettosamente noi tutti “Otto Verbraucher”), ritenevo che lo scopo della politica nella nostra democrazia fosse l’applicazione da parte dello Stato della volontà popolare, per via indiretta tramite i deputati eletti dal popolo in governo e parlamento, o diretta per mezzo dei diritti popolari come l’iniziativa e il referendum. Ma in questo paese – quando lo fa l’UDC – ciò è già considerato “populismo”.
Populismo
Fintanto che per „populismo“ s’intende una politica vicina al popolo, che tematizza l’insoddisfazione, le paure e gli attuali conflitti, posso convivere molto bene con questo concetto affibbiato all’UDC. Non però con l’accusa di strumentalizzare queste cose ai propri fini, ignorando qualsiasi senso di responsabilità e la realizzabilità delle soluzioni proposte. Stranamente poi, l’accusa di populismo viene sollevata sempre solo quale riflesso difensivo nei confronti di coloro che difendono gli interessi nazionali; il che significa l’UDC.
Iniziativa anti-minareti, per l’espulsione dei criminali stranieri, a favore delle famiglie, per l’elezione popolare del Consiglio federale
Con l’iniziativa anti-minareti, ha l’UDC strumentalizzato le paure, agito irresponsabilmente o proposto qualcosa di irrealizzabile? Assolutamente NO! Essa ha, in modo molto responsabile, tematizzato un conflitto attuale e, con il divieto di edificazione, ottenuto qualcosa di realizzabile. Non ha fatto del populismo, bensì della buona politica. E per di più con successo. Un successo che gli avversari – da cattivi perdenti - invidiano al punto di chiamare in aiuto dei giudici stranieri per condannare al patibolo la democrazia diretta. Ancora più oltre si vogliono spingere – quali „killer della democrazia“ – gli avversari dell’UDC con l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri. La paura di un nuovo successo dell’UDC è tale, che l’iniziativa è già fatta passare come contraria al diritto internazionale, rispettivamente la si vuole annacquare con un controprogetto che della proposta originale non conserva praticamente nulla. E allora chi sono i populisti? Quelli che combattono efficacemente contro la straripante criminalità straniera, oppure gli altri che strumentalizzano le paure della popolazione davanti a giudici stranieri?
Anche contro l’iniziativa a favore delle famiglie, per paura di un nuovo successo dell’UDC, si sta organizzando l’opposizione. Dal punto di vista della sistematica fiscale, l’iniziativa è perfettamente logica. Perché una famiglia nella quale l’uomo porta a casa i soldi e la donna si prende cura dei bambini e della casa – con lo stesso reddito – è economicamente più produttiva di una coppia che fa accudire i propri figli da terzi (?). Chi agisce più responsabilmente: quelli che in uno scenario di traboccante criminalità giovanile vogliono sostenere la responsabilità personale dei genitori, oppure coloro che tentano di difendere l’ingiustificato privilegio fiscale dei genitori ambedue attivi professionalmente, con lo sterile argomento della sistematica fiscale? Anche qui, chi sono i populisti?
Cosa inventeranno gli avversari dell’UDC contro l’iniziativa per l’elezione popolare del Consiglio federale è ancora da scoprire. Per una volta, in questo caso, non può essere sollevato l’argomento della violazione del diritto internazionale. E così – nonostante l’enorme insoddisfazione del popolo nei confronti del Consiglio federale – si metteranno in campo argomenti quali la “campagna elettorale permanente” o altri. Anche in questo caso non si può accusare l’UDC di populismo. Perché in un’elezione popolare del Consiglio federale con il sistema maggioritario – come richiesto dall’iniziativa – l’UDC non necessariamente l’UDC sarebbe avantaggiata. Il fatto che, ciò nonostante, l’UDC proponga l’elezione popolare del Consiglio federale dimostra perciò che non fa del populismo, bensì auspica semplicemente che l’elezione da parte del popolo porti dei consiglieri federali migliori al governo del paese.
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