La nostra società è più malata di quanto si creda. Nel suo delirio di potere e di protagonismo ad oltranza essa inevitabilmente travolge e consuma di tutto, vite comprese, con punte di ipocrisia perverse mai viste prima. Il fenomeno è inquietante e ora, non solo si palesa in tutta la sua brutalità, ma i nodi sembrano essere arrivati al pettine. Il costo in vite umane spezzate da questa logica perversa sono oramai la vera pandemia della nostra società! Altro che suina! La si smetta pertanto di giocare a nascondino e guardiamo in faccia la realtà. I dati statistici sono lì a documentarla in modo crudo e sono a disposizione di tutti. La mancanza di senso e di prospettive che questa società nasconde sotto il velo rassicurante della sua tracotante prosopopea, mista a crassa ipocrisia e a dosi industriali di sedativi ed ipnotici socio-informativi hanno un costo altissimo. Soprattutto fra i nostri giovani. Questo lo scandalo di cui nessuno parla. Suicidi dichiarati e violenti ma anche, e soprattutto, mascherati e/o lenti e che si consumano nel progressivo spegnimento di quelle che una volta erano state persone e promesse di vita. Ora, a parte qualche raro studio epidemiologico, non si è fatto nulla per porre rimedio a questo scandalo di proporzioni bibliche. Ma non solo. Addirittura si continua a fingere che questo fenomeno sia non solo sotto controllo ma, subdolamente, si ventila la possibilità che la causa di tutto ciò sia insito nella fragilità di alcune persone, addirittura che queste possano essere casi psichiatrici: in sostanza che il difetto stia nel manico! Ciò è di un cinismo o, se volete, di un livello di imbecillità esponenziale che non merita commenti se non il nostro biasimo assoluto e insindacabile. La società, infatti, non solo deve finalmente prendere coscienza fino in fondo di tutto ciò ma deve anche darsi gli strumenti per imprimere una svolta decisa a questo mortifero modello sociale. Il vuoto esistenziale viene dall’alto! E verso l’alto, soprattutto ai nostri politici, è allora rivolto questo appello a voler fare il primo passo verso il cambiamento di scenario che molti/tutti aspettano da tempo. Una piccola nota di speranza per concludere. È da poco stato costituito, a Bellinzona, il Centro Internazionale per lo Sviluppo delle Scienze dell’Uomo (CISU) che si propone di promuovere non solo questo mutamento sociale ma anche di studiare meglio il fenomeno ed assistere, aiutare, orientare tutti coloro che si trovano (consapevoli o meno) ad un bivio, quello decisivo e risolutivo. |