Edizione del: 23/07/2010
 
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16/04/2010 - Pillole di saggezza
 

Dalla Confederazione

Di primo acchito sembra una proposta innocua, ma poi ...

NO a questi assegni familiari

 
In generale tutte le proposte a favore delle famiglie con figli suscitano simpatia e raccolgono facilmente consensi. In questo caso però, dopo attenta lettura delle motivazioni dei referendisti, si capisce presto che si tratta di un progetto che non va ad aiutare le famiglie bisognose e che costerà il 15% in più di quanto attualmente si spende in Svizzera per gli assegni familiari di base: si passa infatti dagli attuali 4 miliardi di franchi a 4,6 miliardi all’anno.
Di questi 600 milioni in più (previsione ottimistica), ca. 400 milioni a carico dei datori di lavoro e 200 milioni a carico di Confederazione e Cantoni; la legge però dà la facoltà di far passare alla cassa anche i salariati, quindi non è escluso che tutti i dipendenti potrebbero dover contribuire con trattenute sugli stipendi.
Il nostro è un Paese dove la politica familiare è compito dei Cantoni, e con questo aiuto “ad innaffiatoio” da Berna vogliono imporci un modello contrario ad un’efficace socialità, a favore di chi ha veramente bisogno, alzando indistintamente a tutti gli assegni familiari di base e fissando Fr 200.- per figlio come soglia minima in tutta la Confederazione.
Ciò porterà inevitabilmente a minori risorse per chi ha davvero bisogno: ricordo il modello ticinese che si basa su un assegno di base (Fr 183.-) e di formazione fino a 20 anni, e soprattutto su un assegno di prima infanzia e un assegno integrativo. Grazie a questi due ultimi vegono pagati in Ticino oltre 25 milioni all’anno alle famiglie con figli che davvero necessitano di aiuto.
Il sistema ticinese è un modello di politica familiare efficace e all’avanguardia, spesso preso come esempio da Berna. Ma allora perché vogliono imporci dall’alto un aumento generalizzato, che tendenzialmente non va nella direzione del precursore modello ticinese?
Oltretutto, come se non bastassero i miliardi di debiti che attanagliano la Confederazione e i Cantoni, si crea un’ennesima assicurazione sociale che causerà ancora più burocrazia ed altri “buchi” nelle finanze del Paese.
Pensate che già oggi vengono versati 500 milioni di assegni familiari all’estero, ma con la nuova legge aumenterebbero considerevolmente: soprattutto per quel che concerne i figli in formazione, l’assegno sarebbe fino a 25 anni di Fr 250.-, un vero stipendio per chi abita nei Paesi UE dell’est dove i salari sono da fame! Inoltre sono tutti soldi che mancheranno all’economia svizzera, perché verranno spesi all’estero! Di quei soldi abbiamo bisogno in Svizzera, basta aiutare gli altri a nostre spese!
La cosa più assurda è che in ogni cantone, senza imposizioni da Berna, è possibile in ogni momento adattare il sistema degli aiuti alle famiglie, basta avere la maggioranza in Parlamento: nei Grigioni la settimana scorsa è stato votato un aumento dell’assegno di base, senza il bisogno di interventi anti-federalisti da Berna. In realtà, dato che c’è la votazione, in questo momento tutti si lamentano che per le famiglie non si fa abbastanza; anche in Ticino socialisti e pipidini pretendono maggiori aiuti, ma stranamente negli ultimi anni nessuno ha proposto un aumento degli assegni!
Se davvero in certi Cantoni vi è la necessità di aumentare gli aiuti, Governi e Parlamenti cantonali si attivino per migliorare le condizioni, il tutto a dipendenza dei bisogni e delle realtà cantonali.
La politica familiare non si limita agli assegni per i figli: vi sono pure gli asili nido, la scuola dell’infanzia, sgravi fiscali per le famiglie, ed altro ancora. Tutte condizioni e servizi che in Ticino ci sono e funzionano! In molti Cantoni svizzero-tedeschi queste strutture neppure esistono e, se ci sono, sono a caro prezzo per le famiglie.
La proposta in votazione non persegue una vera politica familiare, e proprio dal Ticino dobbiamo dimostrare il nostro dissenso per il modello proposto votando NO. In caso di accettazione della nuova legge, riceverebbe aumenti finanziari anche chi non ne ha assolutamente bisogno, e ai Cantoni, chiamati anch’essi alla cassa, verrebbero limitati i mezzi per sostenere le famiglie veramente bisognose.
Un’ultima osservazione: i favorevoli chiedono se sia giusto che attualmente in certi Cantoni l’assegno di base sia così alto ed in altri così basso. Ma allora mettiamo in dubbio il sistema federalista, perché ci possiamo chiedere se sia giusto che vi sia una tassazione così leggera nel canton Zugo o Svitto, se sia corretto che in certi Cantoni concedano generose deduzioni, se sia indicato che le scuole dell’infanzia siano gratuite in Ticino e costosissime, o addirittura assenti in certi Cantoni, e gli esempi si potrebbero moltiplicare in tutti gli ambiti possibili (sanità, socialità, istruzione, polizia, livelli salariali, ...). Ma signori, è il nostro sistema federalista che dà autonomia ai Cantoni su moltissimi temi.
NO ad aiuti ad innaffiatoio, NO a questa legge ingannevole, NO ai diktat da Berna.


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Philipp Isenburg - Deputato UDC in Gran Consiglio
edizione del 17/11/2006
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